Impianti osteointegrati: la vera rivoluzione nella cura dei denti



Possiamo tranquillamente affermare- spiega il dott Rossi Roberto- che oltre all’introduzione del fluoro, l’implantologia è una delle più grandi innovazioni dell’odontoiatria degli ultimi 30 anni”. “L’introduzione di questa disciplina  non è stata immediata, sia per la complessità, sia per la diffidenza che circonda le tutte le novità in campo medico. L’installazione di un impianto osteointegrato permette di sopperire in modo definitivo alla mancanza di un dente senza ricorrere a strutture mobili e senza dover incidere la dentatura circostante: un vantaggio sia a livello della funzionalità masticatoria sia a livello estetico.

Il fenomeno è sensibile in crescita e l’Italia, in particolare, è il secondo mercato mondiale dopo gli USA come volume di affari. Nonostante si parli molto di “turismo odontoiatrico” dalla stessa indagine di SWG si rileva come oltre il 90% degli intervistati non si recherebbe all’estero per sottoporsi ad interventi chirurgia implantare o altre operazioni odontoiatriche.

L’apprezzamento dei nostri concittadini per l’implantologia è dimostrata dal fatto che quasi il 70% preferirebbe - in caso di bisogno- l’installazione di un impianto osteointegrato rispetto a un ponte mobile o alla dentiera. L’impianto, infatti, una volta fatto si dimostra una soluzione definitiva.

DECALOGO DELL’IMPLANTOLOGIA: le regole d’oro per il paziente

1. Affidarsi ad un professionista laureato ed iscritto all’albo, che, possibilmente, abbia svolto corsi di specializzazione specifici nel campo dell’Implantologia;

2. Verificare con il dentista se il proprio stato di salute sia o meno compatibile con l’intervento di posizionamento dell’impianto;

3. Discutere in maniera approfondita con il dentista sulle procedure e sui tempi del trattamento;

4. Discutere con il dentista tutte le alternative possibili per assicurarsi che il trattamento con impianti sia la scelta terapeutica più adeguata;

5. Esigere dal dentista notizie sul tipo di impianto da inserire; l’impianto deve essere posizionato nell’osso e integrarsi all’interno del tessuto osseo (“osteointegrato”);

6. Avere trattate tutte le altre patologie della bocca presenti, soprattutto di natura infettiva, prima di effettuare l’intervento di Implantologia;

7. Sottoporsi ad esami preliminari accurati, incluse radiografie o tomografie computerizzate (quando necessarie), per una corretta programmazione del caso;

8. Diffidare dei costi troppo bassi. L’Implantologia è una procedura ad alta valenza tecnologica: richiede tempo, professionalità, strumenti e materiali adeguati;

9. Dopo l’intervento, farsi rilasciare dal dentista un certificato sul tipo di impianto usato;

10. Alla fine del trattamento, sottoporsi a visite periodiche di controllo e sedute di igiene professionali cadenzate per il mantenimento della salute della dentizione naturale e degli impianti.


Cosa sono?

Gli impianti dentari sono delle viti in titanio che vengono posizionate all’interno delle ossa mascellari e che fungeranno da sostegno per la ricostruzione protesica. In pratica gli impianti sostituiscono le radici dei denti che sono state precedentemente estratte.

Come funzionano?

Contrariamente a quanto spesso viene detto, gli impianti osteointegrati non sono soggetti a rigetto. Infatti il materiale da cui sono costituiti, il titanio, rappresenta un materiale assolutamente biocompatibile, che cioè viene riconosciuto dall’ospite come elemento naturale. Il principio biologico su cui si basa il successo degli impianti è la cosiddetta osteointegrazione. Questo fenomeno biologico, osservato e descritto per la prima volta dal professor P.I. Branemark nel 1965, rappresenta la capacità del titanio di guarire all’interno dell’osso, risultando in un intimo e perfetto contatto con quest’ultimo. Questa caratteristica rende gli impianti virtualmente immobili e capaci di sostituire denti perduti.

Come vengono inseriti e restaurati?

Due fasi successive sono necessarie perché gli impianti possano essere utilizzati. Una prima fase chirurgica consiste nella inserzione degli impianti stessi. A questa fase segue il periodo di guarigione dove avviene la osteointegrazione vera e propria. Questa fase può variare da 3 a 6 mesi in condizioni normali. Al termine di questa fase è necessario un secondo intervento per scoprire gli impianti fino a quel momento sommersi e posizionare la vite di guarigione. Una volta guarita la gengiva intorno all’impianto, è possibile per il protesista prendere impronte e trattare gli impianti analogamente a radici dentarie. La fase protesica si conclude con la inserzione dei manufatti protesici indicati per quel tipo di paziente.

Che successo hanno e quanto possono durare?

Studi longitudinali di oltre 20 anni, effettuati in Svezia e negli Stati Uniti, hanno dimostrato che gli impianti possono essere considerati una terapia di grande successo avendo una sopravvivenza compresa tra l’85 ed il 93%. Questo dato è ancora più significativo se viene paragonato a qualsiasi altra terapia odontoiatrica che mediamente non riesce a raggiungere una tale affidabilità.


Cosa succede se fallisce un impianto?

Spesso un impianto che fallisce precocemente può essere rimpiazzato con un altro impianto di dimensioni maggiori. Se l’impianto fallisce tardivamente invece, il tipo di protesi che esso sorregge detterà le condizioni di trattamento. E’ possibile, infatti, che nonostante il fallimento di alcuni impianti il manufatto protesico sia stabile e perfettamente funzionante.

Chi può usufruire degli impianti?

Non tutti i pazienti possono essere candidati agli impianti. Fortunatamente le moderne tecniche chirurgiche di rigenerazione ossea hanno drasticamente ridotto il numero di coloro che non possono ricevere impianti osteointegrati. Fattori che rappresentano controindicazioni a questo trattamento sono malattie sistemiche come il diabete scompensato, malattie cardiovascolari importanti, malattie del sangue e della coagulazione, osteoporosi grave, fumo di sigaretta in forte quantità. Particolarmente il fumo di sigaretta da solo è in grado di raddoppiare il numero dei fallimenti. Inoltre pazienti con una scarsa predisposizione alla igiene orale domiciliare o poco motivati non possono essere considerati buoni candidati a questa forma di riabilitazione.

Come sapere di essere o meno un candidato per gli impianti?

Per sapere se si hanno i requisiti per poter ricevere impianti è necessario consultare un medico parodontologo o un medico odontoiatra che si occupa con esperienza decennale di implantologia. Spesso un esame clinico tradizionale e la esecuzione di una radiografia panoramica delle arcate dentarie non sono sufficienti per stabilire la possibilità o meno di intervenire con impianti. In questi casi esami più sofisticati, come la TAC, possono fornire informazioni sullo stato delle ossa mascellari. In generale pazienti totalmente edentuli o che abbiano perso uno o più elementi dentari e che siano in buone condizioni fisiche generali possono candidarsi ad una riabilitazione protesica con impianti osteointegrati.

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